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Litoclasia di spalla

o Litoclasia percutanea ecoguidata di spalla

Un dolore alla spalla, che spesso dura mesi, che magari di giorno limita solo un po' i movimenti, ma che di notte si fa sentire di più. Sono i sintomi più frequenti della tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori, cioè della formazione di calcificazioni sui tendini dei muscoli che si inseriscono nell'articolazione scapolo-omerale, quella fra braccio e spalla.

Che cosa fare?

La prima soluzione è aspettare che passi: la calcificazione può rompersi spontaneamente ed essere riassorbita. In questo caso se si è fortunati il disturbo non torna più, ma se si è meno fortunati tende a diventare cronico. Altre possibilità sono rappresentate da diversi trattamenti: la ionoforesi, le onde d'urto (le stesse che si usano per i calcoli renali), oppure l'intervento chirurgico in artroscopia (eseguito cioè senza «aprire» la spalla) per asportare la calcificazione. 

Un'ulteriore alternativa è un piccolo intervento di radiologia interventistica: la litoclasia della spalla. 

«Si tratta di una tecnica concettualmente molto semplice che si esegue sotto guida ecografica.» spiega il Dott. Stefano Folzani, Resposabile del servizio di Radiologia Interventistica. «L'operazione è in anestesia locale e consiste nell'introduzione di due normalissimi aghi nella spalla: con uno si inietta soluzione fisiologica che scioglie la calcificazione, con l'altro si aspira subito dopo la "polvere" che si è formata. Il paziente dopo l'intervento deve attendere in ambulatorio circa un'ora per smaltire gli effetti dell'anestesia, poi può rientrare a casa, anche guidando la propria automobile e tornare a lavorare entro 48 ore, anche se svolge un lavoro con impegno fisico, come quello del muratore o dell'idraulico».

La calcificazione: un materiale friabile

Com'è possibile che la soluzione fisiologica sciolga la calcificazione? La calcificazione in realtà non è affatto "dura", bensì costituita da un materiale molto più friabile, simile al gesso che si usa per scrivere alla lavagna, e molto idrofilo, cioè pronto a sciogliersi rapidamente in acqua. E non c'è un limite alla grandezza delle calcificazioni perché si possa eseguire questa terapia. «Ne abbiamo asportate anche di grandi come un uovo. Più la calcificazione è grossa più è facile» afferma Folzani.

Quali i vantaggi rispetto alle altre cure possibili?

La ionoforesi richiede decine e decine di sedute per rimuovere calcificazioni di grosse dimensioni. Le onde d'urto devono essere eseguite con macchinari adeguati e sono piuttosto dolorose. L'artroscopia è un vero intervento chirurgico, con tutto quello che ciò comporta, compreso un periodo più o meno lungo di riabilitazione dell'articolazione.

Perché si formano le calcificazioni alla spalla?

Si calcola che a una calcificazione alla spalla sia soggetto, nel corso della vita, circa il 20-25% degli italiani e che di questa percentuale circa la metà presenti prima o poi una sintomatologia dolorosa. 

Ma perché si formano le calcificazioni alla spalla? «La reale causa della tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori è sconosciuta. Ci sono varie teorie, ma nessuna ha un sostegno scientifico inequivocabile. Un'ipotesi coinvolge l'assetto ormonale, visto che il problema investe con più frequenza le donne rispetto agli uomini: il rapporto è di circa 4 a 1.» puntualizza il Dott. Folzani. «La nostra esperienza suggerisce anche che possa essere chiamato in causa un relativo, scarso uso dell'articolazione. Non è da escludere, infatti, che a favorire la calcificazione sia una cattiva circolazione nel distretto anatomico. Infatti, dopo il trattamento suggeriamo di non aver paura a usare il braccio: il movimento favorisce l'afflusso di sangue alla zona, facilitando il processo di guarigione».

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